Norma CEI 64-8/8-1

Efficienza energetica degli impianti elettrici

Efficienza energetica degli impianti elettrici secondo la nuova norma CEI 64-8/8-1

La nuova norma CEI 64-8/8-1, pubblicata ad agosto 2016 ed in vigore dal 1 novembre 2016, “tratta le prescrizioni e le raccomandazioni per il progetto di un impianto elettrico nel quadro di un approccio di gestione dell’efficienza energetica, per ottenere il miglior servizio permanente funzionalmente equivalente, con il consumo di energia elettrica più basso e nelle condizioni di disponibilità di energia e di equilibrio economico più accettabili”.

Il tema dell’efficienza energetica, che in questo nuovo capitolo della 64-8 è declinato per quanto attiene agli impianti elettrici bt, è un tema ampio e urgente, oggi sotto i riflettori vista l’attenzione del mercato e degli operatori a queste tematiche. Possiamo affermare che con questo nuovo capitolo il tema dell’efficienza energetica entra a pieno titolo nella norma più importante dell’impiantistica elettrica bt. E’ un passo importante, necessario per fare chiarezza e pulizia da equivoci e alchimie in materia di efficienza energetica degli impianti elettrici.

I principi relativi al progetto della norma CEI 64-8/8-1 tengono conto dei seguenti aspetti:

  • il profilo di carico (attivo o passivo);
  • la disponibilità della produzione locale (solare, eolica, generatore, ecc.);
  • la riduzione delle perdite di energia nell’impianto elettrico;
  • la disposizione dei circuiti riguardo all’efficienza energetica (maglie);
  • l’uso di energia secondo la domanda del cliente;
  • la struttura tariffaria offerta dal fornitore di energia elettrica, senza perdere la qualità del servizio e la prestazione dell’impianto elettrico.

La Norma individua 4 settori in cui sviluppare una metodologia specifica di realizzazione dell’efficienza energetica:

  • edifici residenziali (abitazioni);
  • edifici commerciali;
  • edifici industriali;
  • infrastrutture.

Questa nuova sezione della norma 64-8 offre a chi progetta e gestisce impianti elettrici, anche energivori, una trattazione metodica degli ambiti da prendere in considerazione, sottolineando l’importanza delle misure delle grandezze elettriche fondamentali dell’impianto (capitolo 8) e le conseguenti misure di efficienza da realizzare (capitolo 10). Introduce in embrione anche un interessante esempio metodologico di valutazione dell’efficienza energetica di un impianto elettrico (Allegato B).

Scorrendo i contenuti del nuovo capitolo 8.1 si nota che il ruolo del rifasamento nell’efficientamento dell’impianto è evidente sia nelle prescrizioni relative al progetto (in particolare la riduzione delle perdite nelle condutture) che in ciò che riguarda la manutenzione e il miglioramento delle prestazioni dell’impianto. Ma anche nei parametri per la realizzazione delle misure di efficienza energetica, di cui il paragrafo 10.2.2.4 è appunto dedicato alla correzione del fattore di potenza.

Il rifasamento infatti riduce le correnti “inutili” dell’impianto riducendo le perdite nei cavi, nei trasformatori, etc. Progettando opportunamente il sistema di rifasamento è possibile fornire un grande beneficio all’impianto anche in termini di efficientamento. La corretta scelta del tipo di rifasamento riduce inoltre il rischio di risonanze, che potrebbero portare ad un’amplificazione delle correnti armoniche dell’impianto (vedi paragrafo 6.7.4: riduzioni degli effetti delle correnti armoniche).

Vogliamo sottolineare anche l’importanza che la norma 64-8/8.1 riconosce al monitoraggio delle grandezze elettriche, passo necessario per avere i dati necessari alla pianificazione e successiva valutazione delle attività orientate all’efficienza.

In tal senso i rifasatori ICAR forniscono un interessante contributo, in quanto tutti i regolatori ICAR misurano le grandezze fondamentali (energia, potenza, fattore di potenza, tensione), gli indicatori della qualità dell’energia (distorsione armonica della corrente e della tensione). In particolare i regolatori RPC8BGA, montati a bordo delle apparecchiature MULTImatic, possono essere collegati all’impianto in connessione trifase offrendo tutte le misurazioni di un multimetro, con anche lo spettro armonico delle tensioni e delle correnti, la loro forma d’onda, la comunicazione MODbus (anche Ethernet) o Profibus per la connessione con sistemi di monitoraggio centralizzati.

Riprendendo l’allegato B della norma, ed il relativo esempio di metodo di valutazione delle “classi  di efficienza dell’impianto elettrico” possiamo allora affermare che il rifasamento offre un sostanziale contributo nelle seguenti parti:

  • Ottimizzazione del fattore di potenza
  • Misura del fattore di potenza
  • Misura dell’energia elettrica e della potenza
  • Misura della tensione
  • Misura delle armoniche

Rifasamento: la scelta di chi è attento all’efficienza energetica e al monitoraggio degli impianti elettrici.

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