Rifasamento industriale

dal 1 gennaio 2016 bisogna portare il cos phi a 0,95

Rifasamento industriale: dal 1 gennaio 2016 chi non rifasa correttamente rischia il distacco da rete

La nuova delibera AEEG 654/2015/R/eel introduce il cosfi 0,95 e nuove disposizioni da rispettare

Il mondo dell’impiantistica elettrica industriale sta vivendo con particolare attenzione le tematiche dell’efficienza energetica e della riduzione degli sprechi. Il rifasamento in tal senso è sicuramente un ambito importante poiché un impianto ben rifasato permette la riduzione delle perdite Joule e delle cadute di tensione sia entro il perimetro dell’utente che, soprattutto, sulle reti di generazione, trasmissione e distribuzione dell’energia.

Se le utenze sono ben rifasate, la rete elettrica risulta più efficiente e anche più stabile.

Per questo motivo nei Paesi industrializzati le autorità di regolazione del mercato elettrico orientano gli utenti industriali verso un comportamento virtuoso, ovvero verso il corretto rifasamento del proprio impianto.

In Italia l’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas ed il Sistema Idrico (AEEG) ha emanato la delibera 654/2015/R/eel per il periodo di regolazione 2016-2023.

Per tutti gli utenti allacciati in BT o MT e con potenza impegnata maggiore di 16,5kW sono indicate nuove disposizioni da rispettare per non rischiare la sospensione del servizio. Tali disposizioni non erano presenti nella delibera in vigore fino al 2015:

  • Il fattore di potenza «istantaneo» in corrispondenza del massimo carico nelle fasce orarie F1 e F2 deve essere almeno pari a 0,9. Tale valore è da intendersi come valore medio nel quarto d’ora di massimo carico.
  • Il fattore di potenza medio mensile deve essere almeno pari a 0,7.
  • Non è consentita l’immissione in rete di potenza reattiva.

Per quanto riguarda le penali il cosfi medio mensile per non incappare in penali in bolletta è stato portato da 0,90 a 0,95 (ovvero è ammesso un rapporto massimo, tra energia reattiva ed energia attiva prelevate da rete, pari a 0,33 e non più 0,50).

tabella_fino31dic tabella_cal1genn

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Autorità ha stabilito inoltre quali devono essere i corrispettivi per la copertura dei costi connessi alle perdite. I corrispettivi per prelievi di energia reattiva, utilizzati per calcolare le penali in bolletta, sono aggiornati annualmente dall’Autorità, in corrispondenza dell’aggiornamento delle tariffe per i servizi di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica.

Per quest’anno i coefficienti hanno un valore inferiore a quello del 2015.

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Relativamente alle utenze in Alta e Altissima Tensione per il 2016 rimangono in vigore le indicazioni della delibera 348/2007/R/EEL: sarà ammesso un assorbimento di energia reattiva non oltre il 50% dell’energia attiva per le fasce F1 e F2, singolarmente. Anche i coefficienti economici rimangono invariati per il 2016.

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