Tensione costante per il tuo Power Quality garantito!

Perchè usare uno stabilizzatore di tensione?

Negli impianti elettrici industriali, del terziario e del civile la maggior parte delle utenze è progettata per funzionare alimentata con una tensione sinusoidale caratterizzata da un valore nominale (es. 400V) e una frequenza nominale (es. 50Hz).
Nella realtà le apparecchiature si trovano a dover funzionare anche a fronte di situazioni problematiche, tra le quali molto spesso una tensione non costante, affetta da variazioni lente che possono essere sia innalzamenti (cause più comuni: imperfetta regolazione MT da parte del distributore dell’energia, distacco dalla rete di grossi carichi, sovratensione in uscita dai generatori, presenza di impianti di cogenerazione che forzano una tensione più alta di quella di rete, ecc.) sia, più frequentemente, abbassamenti (connessione di grossi carichi, avviamento motori, linee elettriche sottodimensionate, guasti a terra, imperfetta regolazione della tensione MT).
Ridotta produttività, perdita di dati, perdita di sicurezza, guasti macchina e disturbi domestici sono solo alcuni esempi di potenziali problemi causati da un’alimentazione instabile.

L’incidenza totale dei costi Power Quality rapportato al fatturato annuo dell’azienda è del 4% nel settore Industria (fonte Leonardo Energy).
La norma CEI EN 50160 indica che tipicamente gli utenti possono aspettarsi variazioni di tensione lente comprese tra Vn-15% e Vn+10% tuttavia esistono molte apparecchiature che possono funzionare correttamente solo se la tensione si mantiene molto prossima al valore nominale, in un campo di variazione molto più ridotto. Nel nostro punto di connessione alla rete, l’energia che preleviamo, pur nell’ambito delle prescrizioni normative, può non essere ottimale al nostro utilizzo. Molto spesso immaginiamo l’energia come un flusso regolare e costante ma nella realtà l’energia elettrica possiede caratteristiche eccellenti nel momento della produzione, ma le perde lungo le molte centinaia o migliaia di chilometri che deve percorrere.

Acquistiamo l’energia senza poterne negoziare la qualità che ci serve!

Lo stabilizzatore di tensione è la soluzione efficace al fine di prevenire situazioni potenzialmente pericolose provocate dall’instabilità della tensione di ingresso. Lo stabilizzatore non viene utilizzato solo dove la tensione non è stabile, ma anche dove la tensione è stabile e sono impiegate apparecchiature particolarmente sensibili alle sue variazioni, ad esempio:

• Macchine a taglio laser
• Packaging/imbottigliamento
• Allevamenti intensivi
• Apparecchiature o processi industriali gestiti da azionamenti elettronici (linee automatizzate, robot)
• Impianti del terziario con elettronica “sofisticata” (teatri, cinema, parchi divertimenti)

Lo stabilizzatore di tensione è una soluzione efficace anche per chi realizza impianti “in isola” e per chi esporta apparecchiature o impianti elettrici in Paesi con reti deboli. Non introduce distorsione della corrente e della tensione, ha un ottimo rendimento, è caratterizzato da una notevole robustezza.
Ha un costo che, in caso di potenze elevate (oltre 50kVA), lo rende una soluzione molto interessante.

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